Quando una playlist parte con il pezzo giusto lo si sente subito. Non ci sono dubbi, lo capisci subito che verrà bene e piacerà a tutti moltissimo.
Io, quando ho ascoltato per la prima volta Palisades Park dei Counting Crows, oltre ad innamorarmene istantaneamente, ho subito pensato che sarebbe stata perfetta per aprire una playlist. E’ una canzone lunga, 8 minuti e 21 secondi, che racconta una storia, parte con il suono di una tromba, continua con un ritornello di quelli che fanno saltare ai concerti e concede alcuni spazi molto tranquilli (i miei preferiti) ampi a sufficienza per farsi trasportare via dalla musica e dalla voce di Adam Duritz…
“Come outside…
Well maybe we can move to California
Just meet me at the subway
…and say goodbye”
Chiaramente, dopo un inizio così, non si può fallire, ma è anche difficile scegliere la canzone successiva. Decido così di affidarmi ai bravi Young the Giant e pesco dal loro omonimo album del 2011 (tra parentesi bellissimo!) Strings, l’ultima traccia, una Bonus Track che ci sta a pennello. Prendo sempre più fiducia e scelgo due brani che non sembrano proprio realizzati da artisti italiani, ma invece lo sono. Giangrande canta Paper Plane che è di una bellezza unica e rara (compreso il video!), Threelakes and the Flatland Eagles cantano To Do, uno di quei brani che a me conquistano facilmente (sentite quella tromba negli intervalli del cantato!)
Ormai sono sereno, questa playlist sarà un successo, così mi gioco un’altra bonus track presa dall’album solista di Damon Albarn (una meraviglia!). Si chiama Father’s Daughter’s Son ed è tutta da ascoltare insieme alla successiva Blackbird Chain di Beck che suona benissimo. E’ il momento dei Pearl Jam, immancabili, una certezza che mi sostiene da tempo. Ascoltare Sleeping By Myself è sempre un piacere e la voce di Eddie Vedder è ormai quella di un amico che mi racconta cose da una vita.
- Palisades Park – Counting Crows
- Strings (Reprise) [Bonus Track] – Young the Giant
- Paper Plane – Giangrande
- To Do – Threelakes and the Flatland Eagles
- Father’s Daughter’s Son (bonus track) – Damon Albarn
- Blackbird Chain – Beck
- Sleeping By Myself – Pearl Jam
- Little Girl (feat. Julian Casablancas) – Danger Mouse & Sparklehorse
- Ben’s My Friend – Sun Kil Moon
- Diggin’ a Grave – Micah P. Hinson & The Opera Circuit
- Sugar Man – Rodriguez
- Mykonos – Fleet Foxes
- Hold On Magnolia – Songs: Ohia
- Pontiac, the Nightbrink – Frontier Ruckus
- One Of Those Rivers – Dodgy
Il mix creato da Danger Mouse (un mostro!), Sparklehorse e Julian Casablancas sa di pazzia da lontano, ma avvicinandosi alla canzone Little Girl tutto torna e si rimane a bocca aperta inizialmente non sapendo cosa pensare, ma poi tutto torna ve l’ho detto. A risistemare l’alchimia arriva Sun Kil Moon con Ben’s My Friend, uno di quei brani perfetti che fanno dire a quelli che non l’hanno mai ascoltato: ma chi è che canta? Che canzone è? Bella!
Diggin’ a Grave di Micah P. Hinson & The Opera Circuit dura poco, solo 2 minuti e 08 ed è la classica canzone che spezza un po’ la playlist aprendone una nuova fase che arriva con Sugar Man di Rodriguez (dai, ditemelo che l’avete visto anche voi il film documentario su di lui e che vi ha conquistato!) e Mykonos dei Fleet Foxes.
Consonance e Dissonance si chiude con tre spettacolari lunghi brani da 8 minuti circa l’uno: Hold On Magnolia di Songs:Ohia (gran pezzo!), Pontiac, the Nightbrink dei Frontier Ruckus (un altro mondo!) e One Of Those Rivers dei Dodgy (sognavo da tempo di utilizzare questa canzone in una playlist!).
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Un’ultima nota sulla copertina (e titolo) di questa playlist: è un dipinto ad olio dell’artista scozzese Scott Naismith che è proprio bravo, guardate QUI.
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Un commento su “Consonance and Dissonance”
Bellissima playlist Michele!
Ora non vedo l’ora di ascoltare quella natalizia di quest’anno 😉